Flickr
















Sono un po’ di giorni che entro in flickr – www.flickr.com – l’ultimo sito degli inventori di “hot or not” e di “yafro”. I primi due sono si basano sulla irrefrenabile voglia di esposizione di certi appassionati di internet, quindi facce, pose erotiche, ed altro da varia umanità. In “hot or not” si può votare la persona e determinare quindi il suo grado di persona hot oppure not hot. È un finestra dove centinaia di migliaia di umani si affacciamo per vedere e approvare oppure no quello che vedono, una finestra dove migliaia di persone si esibiscono nei modi più strani per confermare a se stessi ed ai propri partner il proprio livello di piacevolezza Diversamente “Yafro” non si basa sulle votazioni, ma permette di esibire un numero maggiore di foto che in hot or not. Così gli iscritti ad yafro - come in ogni club che si rispetti ci si deve iscrivere lasciando una serie di dati e la propria mail – aggiornano quotidianamente il proprio spazio con una grande quantità di fotografie. Sebbene yafro non sia una chat lo scopo quello di incontrarsi, indirettamente, perché è prevista la possibilità di lasciarsi messaggi e quindi recapiti o quant’altro. Ogni utente può inoltre creare dei club di amici intorno ad un soggetto di interesse comune ed i membri del club contribuiscono ad inserire immagini inerenti l’oggetto in questione.
Flikr.com è un sito di immagini prevalentemente, e dove l’oggetto non sono le persone che si fotografano ma le persone che fotografano oggetti, città, altre persone.
Flickr assomiglia di più ad una galleria d’arte piuttosto che ad un luogo per voyeur e nella generalità dei casi il sito è costituito da spazi creati da artisti affermati o alle prime armi: alcune delle opere esposte sono estremamente interessanti.
Girando per i vari spazi autogestiti capita di imbattersi in soluzioni fotografiche innovative, lampi di genio, ma naturalmente anche estreme banalità, foto ricordo, battesimi, comunioni, fidanzatini al tramonto davanti al mare.
Bisogna entrare in Flickr e scoprirla piani piano attraversando i vari spazi autogestiti dagli internauti, osservando, interloquendo con gli autori delle immagini, perdendosi tra le migliaia di immagini.
Bisognerebbe fare come suggeriva Walter Benjamin in Infanzia Berlinese a proposito del modo migliore per conoscere una città e cioè “Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, è cosa tutta da imparare”.
Il design di Flickr è estremamente semplice e lineare.fondo bianco, lettering blue, il menù in alto e alla estrema sinistra il motore di ricerca interna. Da qui si accede ai contenuti. Dove l’organizzazione dei contenuti cambia. E si passa ad un elenco di thumbnails piuttosto grandi, un elenco di foto. Cliccando su ognuna di queste foto si entra nell’archivio di uno dei numerosi fotografi presenti su flickr. Ogni fotografo ha a disposizione un grande spazio su cui pubblicare le proprie immagini organizzandole in cartelle tematiche. Inoltre la fruizione delle foto può avvenire ciccando su ognuna delle foto oppure richiedendo uno slide show. E gli utenti possono aggiungere dei commenti visibili agli altri utenti a cui il fotografo può rispondere.
E questa possibilità crea dei racconti visivi e testuali imprevedibili: migliaia di micro racconti elaborati da migliaia di fotografi ed utenti che si intrecciano formando un mastodontico leggerissimo ipertesto.